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03/06/2019, 22:55



Europee-2019.-"Per-il-futuro-di-mia-figlia"


 



Pubblichiamo la preziosa testimonianza di una volontaria dell’Associazione Cappuccini scritta in occasione delle ultime Elezioni Europee.

Un anno di cambiamenti. E di fatiche. Tra il matrimonio, la caritativa, la gravidanza... Ma c’è anche la porta di casa che si apre per accogliere i ragazzini di un quartiere "difficile". «È politica, questa. E ha a che fare con la bimba che aspetto»

03.06.2019

Questo è stato un anno di cambiamenti. Il matrimonio e le nuove responsabilità, esattamente un anno fa, sono coincise con la partenza di quasi tutti i nostri amici nonché colonne portanti dell’associazione di caritativa di cui faccio parte da quando ho conosciuto il movimento. Non sono mancati a volte scoraggiamenti e sbandamenti. Abbiamo fatto fatica, Anche se non siamo mai stati lasciati soli.

Dentro questa situazione, per certi aspetti dolorosa, sono partita dal mio bisogno vivendo la realtà e ho reimparato dalla caritativa.

L’unica cosa che regge l’urto del tempo, per rispondere alla domanda degli Esercizi, è la fedeltà di Dio, che continua a cercarmi. Il cambiamento diventa "storia" perché solo Lui è in grado di generare una creatura nuova. 

Se prima dicevo: «Non ce la possiamo fare a tirare questo carro più grande di noi, siamo senza forze», a un certo punto Lui ha risposto attraverso le facce bisognose degli ultimi. Come se non fosse più tempo di stringerci e consolarci tra noi. Così, le porte di casa mia e di mio marito si sono aperte per far vedere una serie di film a una dozzina di ragazzini che assistiamo, terminando con una cena conviviale, in cui anche il più chiuso e malandato di loro veniva vestito a festa, profumato come non mai e si sentiva a casa sua.

Oggi, più che mai, non mi preoccupa "darmi", anche se sono all’ottavo mese di gravidanza, e farlo ancora più di prima. Mi sono chiesta: «Perché?». In fondo potrei essere giustificata a tirarmi un po’ indietro... Ma portando in grembo una bambina, ti fai tantissime domande: «Chi sto generando? E, soprattutto, in che mondo, in che città, in quale società?». Di certo non è tutto rose e fiori, anzi. Viviamo in una città piena di disagi. E questo lo avverto più di prima: il male che c’è e il dolore del mondo mi tocca profondamente. Come la questione dei migranti, quando ascolti le storie terribili di tante donne e bambini.

Come aiutare mia figlia? Perché metterla al mondo, oggi? Solo rispondendo alla mia vita, solo prendendomi cura di me e dell’incontro fatto. Per questo quello che facciamo nel quartiere e nella nostra vita, mai come prima, l’ho sentito legato alle Elezioni. Non mi è mai interessata la politica. Ma sono certa che sta passando da qui, che questo è fare politica, per esempio battersi con le istituzioni per avere uno spazio dove fare doposcuola e altre attività in uno dei quartieri più difficili della città e accogliere tanti ragazzini.

Ester, Catania

28/05/2019, 19:27



Festa-di-fine-anno-3-giugno-2019,-incontro-con-il-Vescovo-e-il-Prefetto


 



Lunedì 3 giugno 2019 alle ore 16.30 concluderemo con un momento di festa l’anno scolastico e l’attività del doposcuola. Verranno a trovarci il Vescovo Monsignor Salvatore Gristina e il Prefetto della città di Catania. Sarà un’occasione preziosa di condivisione e amicizia.
Vi aspettiamo in via Raciti, non mancate!


20/05/2019, 22:01



EUROPEE-2019.-Una-presenza-al-bisogno-del-mondo.


 



Verso l’appuntamento con le Elezioni di maggio, il volantino sull’Europa: «Da dove ripartire? Che senso ha impegnarsi per il bene comune?»

Le Elezioni europee ci costringono ad allargare lo sguardo, a guardare oltre l’orizzonte delle singole nazioni, per quanto le vicende interne di ogni Paese dell’UE siano ingombranti e tocchino più direttamente la vita di ciascuno di noi.
In passato esistevano delle certezze condivise, nelle quali tutti in qualche modo si riconoscevano. Oggi non è più così. Stiamo vivendo una fase completamente nuova della storia, caratterizzata da un affievolirsi sempre più vistoso dell’interesse per la realtà e in molti casi da una passività che paralizza. L’esperienza quotidiana è segnata da interrogativi ricorrenti: come convivere con chi è diverso da noi? Perché fare famiglia, stabilire rapporti duraturi? Come educare i figli? Che senso ha impegnarsi per il bene comune?
Non pochi sono disorientati e si domandano come superare quella insicurezza esistenziale che uccide la speranza e blocca la capacità di incontro, di dialogo e di iniziativa, a tutti i livelli...



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